Anemia: quando stanchezza e affaticamento possono dipendere dal sangue

7 settembre 2026

Anemia: quando stanchezza e affaticamento possono dipendere dal sangue


Sentirsi stanchi dopo un periodo particolarmente impegnativo è normale. Quando però la stanchezza diventa persistente, compare anche dopo attività che normalmente non richiederebbero uno sforzo particolare oppure si accompagna ad altri disturbi, può essere opportuno cercarne la causa.


Una delle condizioni da prendere in considerazione è l’anemia, caratterizzata da una concentrazione di emoglobina nel sangue inferiore ai valori di riferimento appropriati per la persona. L'emoglobina, contenuta nei globuli rossi, permette il trasporto dell'ossigeno ai tessuti: quando diminuisce, l'organismo può avere maggiore difficoltà a soddisfare le proprie necessità. I criteri utilizzati per definire l'anemia tengono conto anche di sesso, età e particolari condizioni fisiologiche.



I sintomi dell'anemia non sono sempre uguali


L'anemia può manifestarsi in maniera differente a seconda della sua gravità, della velocità con cui si è sviluppata, dell'età e delle condizioni generali della persona.


Tra i disturbi che possono accompagnarla troviamo stanchezza, debolezza, pallore, fiato corto durante gli sforzi, palpitazioni, vertigini o difficoltà di concentrazione. Nelle forme lievi, tuttavia, i sintomi possono essere poco evidenti e l'alterazione può emergere casualmente attraverso un emocromo effettuato per altri motivi.


Proprio per questo la sensazione di stanchezza, presa isolatamente, non permette di formulare una diagnosi. Molte condizioni diverse possono produrre sintomi simili.


Non esiste una sola anemia


Parlare di anemia come se fosse una singola malattia può essere fuorviante. L'anemia è piuttosto una condizione che può derivare da meccanismi differenti.


Una delle forme più conosciute è l'anemia da carenza di ferro. La carenza può dipendere da un apporto insufficiente, da un ridotto assorbimento oppure da perdite di sangue. Le linee guida sottolineano proprio l'importanza di non limitarsi a correggere la carenza, ma di individuarne la causa, soprattutto quando non è immediatamente evidente.


Esistono però anche anemie legate a carenze vitaminiche, malattie croniche o infiammatorie, alterazioni della produzione dei globuli rossi, patologie renali, emolisi e disturbi del midollo osseo.


È quindi importante evitare l'equazione automatica “anemia = mancanza di ferro”.


L'emocromo è il punto di partenza, non sempre quello di arrivo


L'emocromo permette di valutare emoglobina, numero e caratteristiche dei globuli rossi e altri parametri utili per orientare il medico.


Quando emerge un'anemia, possono essere necessari ulteriori esami. In base al quadro clinico possono essere valutati, per esempio, metabolismo del ferro e ferritina, vitamina B12 e folati, funzionalità renale, indici di infiammazione o altri parametri.


Anche per la diagnosi della carenza di ferro esistono criteri di laboratorio specifici: la valutazione deve quindi essere effettuata interpretando i diversi dati nel loro contesto clinico.


Perché è importante cercarne la causa


Assumere ferro autonomamente soltanto perché ci si sente stanchi non è una strategia corretta.


Se viene documentata una carenza, occorre comprendere perché si sia sviluppata. Perdite mestruali abbondanti rappresentano una possibile causa, mentre in altre persone possono essere presenti perdite gastrointestinali, problemi di assorbimento o condizioni differenti.


Le linee guida sull'anemia sideropenica negli adulti evidenziano infatti come trattamento della carenza e ricerca dell'origine debbano procedere insieme quando clinicamente indicato.


Quando entra in gioco la valutazione ematologica


Un'alterazione persistente dell'emocromo, un'anemia senza causa evidente, valori che non rispondono come previsto alla terapia o la presenza contemporanea di altre anomalie ematologiche possono richiedere un approfondimento specialistico.


Il Dott. Giuseppe Rossella, Ematologo presso il Poliambulatorio IGEA Piacenza, si occupa di anemie, coagulopatie, disfunzioni del midollo osseo, gammapatie e altre patologie del sangue.


«L'anemia non dovrebbe essere considerata soltanto come un valore basso nell'emocromo. Il dato di laboratorio va interpretato insieme alla storia della persona e agli altri parametri, perché l'obiettivo è comprenderne l'origine.»
Dott. Giuseppe Rossella – Ematologo


Individuare la causa consente di definire il percorso più appropriato e di evitare trattamenti basati esclusivamente sul sintomo o sul singolo valore di laboratorio.


Presso il Poliambulatorio IGEA Piacenza è possibile effettuare una valutazione ematologica per approfondire alterazioni dell'emocromo e patologie del sangue.


Bibliografia essenziale


  • World Health Organization, Guideline on haemoglobin cutoffs to define anaemia in individuals and populations, 2024.
  • Iolascon A. et al., Recommendations for diagnosis, treatment, and prevention of iron deficiency and iron deficiency anemia, HemaSphere, 2024.
  • Fletcher A. et al., Guideline for the laboratory diagnosis of iron deficiency in adults (excluding pregnancy) and children, British Journal of Haematology, 2022.
  • Snook J. et al., British Society of Gastroenterology guidelines for the management of iron deficiency anaemia in adults, Gut, 2021.



Dott. Giuseppe Rossella 
Ematologo e Internista



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