Dagli anticorpi anti SARS‑CoV‑2 al Test di Rivalta

1 giugno 2026

Dagli anticorpi anti SARS‑CoV‑2 al Test di Rivalta


Nel contesto della medicina moderna, la diagnostica laboratoristica evolve continuamente. Presso il Poliambulatorio IGEA osserviamo quotidianamente come alcuni esami un tempo centrali nella pratica clinica vengano progressivamente sostituiti da metodiche più avanzate, mentre nuove frontiere della medicina di precisione aprono scenari diagnostici innovativi. La storia degli anticorpi anti SARS-CoV-2 e del Test di Rivalta rappresenta un esempio emblematico di questa trasformazione della medicina contemporanea.



Quando un esame di laboratorio perde centralità clinica


Nel corso della storia della medicina, molti accertamenti diagnostici hanno avuto una fase di grande diffusione per poi ridursi progressivamente fino quasi a scomparire. Non si tratta di un fallimento della scienza, ma dell’evoluzione naturale della pratica clinica: nuovi dati, nuove evidenze e nuove tecnologie modificano il modo in cui i medici interpretano le malattie e selezionano gli esami realmente utili.


Un esempio emblematico è rappresentato dal dosaggio degli anticorpi anti SARS‑CoV‑2, uno degli esami più richiesti durante la fase acuta della pandemia COVID‑19 tra il 2020 e il 2023.


Gli anticorpi anti SARS‑CoV‑2: protagonisti della pandemia


Durante gli anni pandemici, il test sierologico per la ricerca degli anticorpi anti SARS‑CoV‑2 veniva utilizzato per:

  • valutare una pregressa esposizione al virus;
  • monitorare la risposta immunitaria post‑infezione;
  • studiare la risposta vaccinale;
  • effettuare analisi epidemiologiche su larga scala.


In particolare, il dosaggio degli anticorpi diretti contro la proteina Spike aveva assunto un ruolo centrale nella valutazione immunologica della popolazione.


Nel 2026, tuttavia, la situazione è profondamente cambiata.


Molti laboratori analisi non eseguono più routinariamente questo accertamento. Le motivazioni sono prevalentemente cliniche ed organizzative:

  • la richiesta medica è drasticamente diminuita;
  • il test non viene più considerato indispensabile nella pratica clinica quotidiana;
  • numerosi laboratori non mantengono più disponibili i kit diagnostici dedicati;
  • il valore prognostico del titolo anticorpale isolato è oggi considerato limitato.


La comunità scientifica ha infatti progressivamente compreso che la protezione immunitaria non dipende esclusivamente dalla quantità di anticorpi circolanti, ma coinvolge meccanismi molto più complessi, inclusa l’immunità cellulare.


Proteina Spike, VES e PCR: quale significato clinico?


Una domanda che ancora oggi alcuni pazienti pongono è:

“Come posso conoscere il livello di proteina Spike o di anticorpi nel sangue?”


Dal punto di vista medico, è importante sottolineare che il semplice valore sierologico, isolato dal contesto clinico, raramente possiede un significato autonomo.


Diverso è il caso in cui alcuni parametri vengano interpretati globalmente.

Per esempio:

  • una VES elevata;
  • una PCR aumentata;
  • associata ad alterazioni immunologiche o infiammatorie;

può orientare il medico verso un preciso quadro clinico da approfondire.


Tuttavia, nessun singolo parametro deve essere interpretato senza una valutazione clinica completa.

La medicina moderna si basa infatti sull’integrazione di dati laboratoristici, sintomi, anamnesi, imaging e visita specialistica.


Il Test di Rivalta: un esame storico quasi scomparso


Nel territorio di Piacenza, così come nel resto d’Italia, i laboratori analisi hanno progressivamente ridotto la richiesta degli anticorpi anti SARS-CoV-2, in linea con l’evoluzione delle indicazioni cliniche internazionali.\n\nAnche nella pratica quotidiana di IGEA Poliambulatori, l’approccio moderno alla diagnostica si basa sempre più su una valutazione multidisciplinare integrata, che considera il paziente nella sua globalità clinica e non il singolo parametro laboratoristico isolato.


Tra gli esami progressivamente usciti dalla medicina umana vi è anche il celebre Test di Rivalta, storicamente utilizzato nella diagnostica dei versamenti.


Negli anni ’60 e ’70 rappresentava un accertamento relativamente comune nei reparti di medicina interna.


La metodica era semplice ma ingegnosa:

  • una provetta di vetro veniva riempita con acqua distillata e acido acetico;
  • alcune gocce di liquido ascitico venivano introdotte nella soluzione;
  • la comparsa di flocculazione suggeriva la presenza di un essudato.


Il test veniva frequentemente impiegato durante la valutazione dell’ascite dopo paracentesi.


Oggi il Test di Rivalta è stato quasi completamente sostituito da metodiche biochimiche più precise, standardizzate e riproducibili.


Curiosamente, il test mantiene ancora una certa applicazione in medicina veterinaria, in particolare nella diagnostica di alcune forme di peritonite nei felini.


La medicina cambia: alcuni esami spariscono, altri nascono


La storia della diagnostica laboratoristica dimostra come la medicina sia una disciplina dinamica.


Esami che per decenni hanno avuto un ruolo centrale possono diventare marginali quando:

  • emergono nuove evidenze scientifiche;
  • vengono introdotte tecnologie più accurate;
  • cambiano le linee guida internazionali;
  • si modifica il rapporto costo/beneficio clinico.


Parallelamente, nuovi filoni di ricerca stanno acquisendo crescente interesse.

Negli ultimi anni la medicina di precisione ha orientato molta ricerca verso:

  • proteomica;
  • peptidomica;
  • biomarcatori molecolari;
  • medicina personalizzata;
  • analisi multi‑omiche.


Alcuni ricercatori stanno studiando il possibile ruolo dei cluster peptidici nella classificazione di differenti patologie complesse.

È però fondamentale distinguere tra:

  • ricerca sperimentale;
  • ipotesi biologiche;
  • evidenze cliniche consolidate.


Non tutte le proposte innovative raggiungono infatti una validazione scientifica sufficiente per entrare nella pratica clinica quotidiana.


Frequenze elettromagnetiche e medicina: cosa dice oggi la scienza


Negli ultimi anni sono circolate numerose discussioni sull’utilizzo di frequenze elettromagnetiche e tecnologie fisiche in ambito medico.


La letteratura scientifica riconosce applicazioni consolidate dell’energia elettromagnetica in medicina, ad esempio:

  • risonanza magnetica;
  • radiofrequenza;
  • elettrochirurgia;
  • ultrasuoni;
  • stimolazione magnetica transcranica.


L’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Istituto Superiore di Sanità continuano a monitorare gli effetti biologici dei campi elettromagnetici, sottolineando però la necessità di mantenere un approccio rigorosamente basato sulle evidenze scientifiche disponibili.


Ad oggi non risultano linee guida OMS validate che riconoscano applicazioni cliniche standardizzate delle cosiddette “frequenze scalari” come metodica terapeutica consolidata.


Per questo motivo, ogni nuova proposta diagnostica o terapeutica deve essere sottoposta a:

  • studi controllati;
  • validazione indipendente;
  • riproducibilità dei risultati;
  • verifica statistica;
  • valutazione clinica internazionale.


Dalla tradizione alla medicina di precisione


La medicina contemporanea si orienta sempre più verso modelli di prevenzione personalizzata e medicina di precisione. Presso IGEA Poliambulatori particolare attenzione viene dedicata all’integrazione tra:

  • diagnostica laboratoristica avanzata;
  • valutazione internistica;
  • approccio multidisciplinare;
  • interpretazione clinica personalizzata dei biomarcatori;
  • prevenzione cardiovascolare, metabolica e infiammatoria.


L’obiettivo è offrire al paziente un percorso diagnostico moderno, scientificamente validato e calibrato sulle caratteristiche individuali.


La medicina moderna continua ad evolversi rapidamente.

Alcuni esami scompaiono. Altri vengono trasformati. Nuovi biomarcatori emergono. Nuove tecnologie si affacciano alla ricerca clinica.


Ciò che rimane costante è il metodo scientifico.

Come ricordava Galileo Galilei nel confronto con il potere del suo tempo:

“Eppur si muove.”


La ricerca medica procede infatti attraverso osservazione, verifica, confronto critico ed evidenza sperimentale.


Ed è proprio questo approccio che consente alla medicina contemporanea di migliorare progressivamente diagnosi, prevenzione e personalizzazione delle cure.


La medicina evolve continuamente: alcuni esami scompaiono, altri vengono ridefiniti, nuove tecnologie emergono. Ciò che rimane fondamentale è il rigore scientifico nell’interpretazione dei dati clinici. IGEA Poliambulatori promuove una medicina basata su evidenze scientifiche, aggiornamento continuo e centralità del paziente, con l’obiettivo di coniugare innovazione diagnostica, esperienza clinica e medicina di precisione sul territorio di Piacenza.


Bibliografia essenziale


  • WHO – Electromagnetic fields and public health. World Health Organization. 2026.
  • Istituto Superiore di Sanità – Campi elettromagnetici: aspetti epidemiologici. Epicentro ISS.
  • Linee guida internazionali sulla diagnostica sierologica SARS‑CoV‑2.
  • Letteratura storica di medicina interna sul Test di Rivalta.
  • Studi recenti di medicina di precisione, proteomica e peptidomica.



Dott. Giuseppe Rossella 
Ematologo e Internista



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