Prevenzione delle vie respiratorie nel periodo invernale

2 novembre 2026


Prevenzione delle vie respiratorie nel periodo invernale: come proteggere bronchi e polmoni


Con l’arrivo dell’inverno aumentano le infezioni respiratorie e, nelle persone più vulnerabili, può crescere il rischio di riacutizzazione della BPCO, peggioramento dell’asma e polmoniti.


Freddo, sbalzi di temperatura, maggiore permanenza in ambienti chiusi e circolazione dei virus respiratori rappresentano una combinazione che può mettere alla prova bronchi e polmoni. Per chi convive già con una malattia respiratoria cronica, questo periodo richiede quindi maggiore attenzione.


Conoscere i principali fattori di rischio e riconoscere tempestivamente i cambiamenti dei sintomi permette di intervenire prima che un disturbo respiratorio diventi più importante.



Perché l’inverno mette alla prova l'apparato respiratorio


Durante i mesi freddi trascorriamo più tempo in ambienti chiusi, spesso poco ventilati, dove aumenta la possibilità di entrare in contatto con virus e batteri responsabili delle infezioni respiratorie.


Anche l'aria fredda e secca può contribuire a irritare le vie respiratorie. Nelle persone con asma o BPCO, questo può favorire una maggiore reattività bronchiale e rendere più difficile mantenere stabile la malattia.


A questo si aggiungono influenza, infezioni da virus respiratorio sinciziale, COVID-19 e altre infezioni respiratorie stagionali, che possono avere un decorso più impegnativo soprattutto negli anziani e nelle persone con patologie croniche.


Le malattie respiratorie in Italia: alcuni dati


Le patologie dell'apparato respiratorio rappresentano una componente importante della mortalità e della morbilità nel nostro Paese.


Secondo i dati ISTAT sulle cause di morte, nel 2023 le malattie del sistema respiratorio sono state associate a 52.925 decessi, pari a circa l'8% del totale. Nello stesso anno, il tasso standardizzato di mortalità per queste patologie è stato di 6,4 per 10.000 abitanti.


ISTAT ha inoltre rilevato un aumento del 15,3% della mortalità associata a polmonite e influenza rispetto al 2022, un dato che conferma quanto le infezioni respiratorie possano avere un impatto rilevante soprattutto nelle fasce più fragili della popolazione.


BPCO: perché l'inverno può favorire le riacutizzazioni


La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia respiratoria cronica caratterizzata da una persistente limitazione del flusso aereo.


Durante l'inverno, le infezioni respiratorie rappresentano uno dei principali fattori in grado di provocare una riacutizzazione della BPCO, cioè un peggioramento dei sintomi rispetto alla situazione abituale.


I segnali da non trascurare comprendono:

  • aumento della tosse;
  • maggiore produzione di catarro;
  • cambiamento del colore o della consistenza dell'espettorato;
  • aumento della difficoltà respiratoria;
  • maggiore affaticamento nelle normali attività quotidiane;
  • necessità più frequente di utilizzare la terapia al bisogno.


Non sempre una riacutizzazione esordisce con sintomi particolarmente intensi. Per questo, soprattutto nei pazienti con BPCO già diagnosticata, è importante conoscere il proprio livello abituale di respirazione e riconoscere rapidamente eventuali cambiamenti.


Il fumo rimane uno dei principali fattori di rischio


Il fumo di sigaretta rappresenta il principale fattore di rischio modificabile per la BPCO ed è associato anche a numerose altre patologie respiratorie.


Smettere di fumare rimane quindi uno degli interventi più importanti per preservare la funzione polmonare e ridurre il rischio di progressione della malattia.


Anche evitare l'esposizione al fumo passivo è importante, soprattutto per bambini, anziani e persone con asma o altre patologie respiratorie.


Asma: attenzione ai sintomi che cambiano durante l'inverno


L'asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree caratterizzata da sintomi variabili nel tempo, tra cui:

  • respiro sibilante;
  • tosse;
  • senso di costrizione toracica;
  • difficoltà respiratoria.


Freddo, infezioni virali, allergeni e irritanti ambientali possono contribuire a peggiorare il controllo dell'asma.


Un aspetto importante è distinguere un episodio occasionale da un peggioramento del controllo della malattia. Una maggiore frequenza dei sintomi, il risveglio notturno per difficoltà respiratoria o la necessità di ricorrere più spesso alla terapia al bisogno meritano una valutazione clinica.


L'obiettivo non è semplicemente gestire la crisi, ma mantenere la malattia sotto controllo nel tempo attraverso una terapia adeguata e un monitoraggio coerente con le caratteristiche del singolo paziente.


Polmonite: quando un'infezione può diventare più seria


La polmonite è un'infezione del tessuto polmonare che può essere provocata da diversi microrganismi, tra cui batteri e virus.


Il rischio di sviluppare forme più severe aumenta soprattutto con l'età e in presenza di alcune condizioni croniche, comprese le malattie respiratorie, cardiovascolari e metaboliche.


I sintomi possono comprendere:

  • febbre;
  • tosse;
  • produzione di catarro;
  • dolore toracico;
  • difficoltà respiratoria;
  • debolezza e marcata stanchezza.


Negli anziani, però, la presentazione può essere meno tipica. Un peggioramento improvviso dello stato generale, una maggiore sonnolenza o una riduzione delle normali capacità funzionali possono rappresentare segnali importanti anche in assenza di febbre elevata.


Vaccinazioni e protezione dalle infezioni respiratorie


La vaccinazione rappresenta uno degli strumenti disponibili per ridurre il rischio di alcune infezioni respiratorie e delle loro complicanze.


La vaccinazione antinfluenzale è particolarmente importante per le persone anziane, per chi presenta patologie croniche e per le altre categorie individuate annualmente dalle raccomandazioni del Ministero della Salute.


Anche la vaccinazione contro lo pneumococco può essere indicata in specifiche categorie di persone a maggiore rischio.


La scelta delle vaccinazioni deve essere valutata in relazione all'età, alle condizioni cliniche e ai fattori di rischio individuali, seguendo le indicazioni sanitarie aggiornate.


Alcune abitudini quotidiane possono fare la differenza


Non esiste una singola misura in grado di eliminare il rischio di infezioni respiratorie. È piuttosto l'insieme di comportamenti semplici e costanti a contribuire a ridurre l'esposizione.


Tra le principali indicazioni:


Lavare frequentemente le mani

L'igiene delle mani rimane una delle misure più semplici per limitare la trasmissione di numerosi microrganismi.


Ventilare gli ambienti

Arieggiare regolarmente gli spazi chiusi contribuisce a migliorare la qualità dell'aria e a ridurre la concentrazione di agenti infettivi.


Evitare il fumo

Non fumare e ridurre l'esposizione al fumo passivo significa proteggere direttamente le vie respiratorie.


Proteggere le persone più fragili

In presenza di sintomi respiratori è opportuno limitare, quando possibile, i contatti ravvicinati con anziani, bambini piccoli e persone affette da patologie croniche.


Non sottovalutare i cambiamenti dei sintomi

Una tosse che persiste, una difficoltà respiratoria nuova o un peggioramento rispetto alla propria condizione abituale meritano attenzione, soprattutto quando esiste già una diagnosi di BPCO o asma.


Quando è opportuno rivolgersi allo pneumologo


Non tutti i disturbi respiratori richiedono necessariamente una visita specialistica. Ci sono però situazioni nelle quali una valutazione pneumologica può essere particolarmente utile.


È opportuno considerarla in presenza di:

  • tosse persistente o ricorrente;
  • difficoltà respiratoria durante lo sforzo o a riposo;
  • episodi ripetuti di bronchite;
  • frequenti riacutizzazioni della BPCO;
  • asma non adeguatamente controllata;
  • infezioni respiratorie ricorrenti;
  • alterazioni persistenti degli esami radiologici del torace;
  • riduzione della tolleranza allo sforzo senza una causa evidente.


Una valutazione specialistica permette di inquadrare il problema, verificare la funzione respiratoria quando necessario e stabilire se siano opportuni ulteriori accertamenti o modifiche del percorso terapeutico.


La salute respiratoria durante l'inverno


Durante i mesi freddi, tosse persistente, difficoltà respiratoria o infezioni che si ripetono non vanno sottovalutate, soprattutto in presenza di BPCO o asma.


Conoscere il proprio quadro respiratorio e intervenire tempestivamente quando i sintomi cambiano permette di evitare che un problema inizialmente gestibile evolva in una condizione più complessa.


Quando questi segnali si presentano, una valutazione pneumologica, come quella con il Dott. Luigino Rizzello, può aiutare a capire se si tratta di un episodio occasionale o se è necessario approfondire il quadro respiratorio.


Per questo è importante non abituarsi a un sintomo che cambia: riconoscerlo e valutarlo per tempo è parte della cura della propria salute respiratoria.


Statistiche italiane di riferimento


  • 52.925 decessi associati alle malattie del sistema respiratorio in Italia nel 2023.
  • Le malattie respiratorie hanno rappresentato circa l'8% dei decessi complessivi nel 2023.
  • Nel 2023 il tasso standardizzato di mortalità per malattie respiratorie è stato di 6,4 per 10.000 abitanti.
  • La mortalità associata a polmonite e influenza è aumentata del 15,3% rispetto al 2022.


Bibliografia essenziale


  1. ISTAT, Cause di morte in Italia – Anno 2023, Istituto Nazionale di Statistica.
  2. Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease (GOLD), 2026 GOLD Report and Pocket Guide.
  3. Global Initiative for Asthma (GINA), Global Strategy for Asthma Management and Prevention – 2026 Update.
  4. Ministero della Salute, Raccomandazioni per la stagione influenzale 2026-2027.
  5. Ministero della Salute, documentazione su vaccinazione antinfluenzale e vaccinazione antipneumococcica.
  6. ISS – Epicentro, Sistema di sorveglianza PASSI 2023-2024.
  7. European Respiratory Review, letteratura scientifica sulla prevenzione delle infezioni pneumococciche e sulle patologie respiratorie.


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