Memoria e invecchiamento: quando le dimenticanze meritano una valutazione neuropsicologica

21 settembre 2026


Memoria e invecchiamento: quando le dimenticanze meritano una valutazione neuropsicologica


Dimenticare dove abbiamo lasciato le chiavi, non ricordare immediatamente un nome oppure entrare in una stanza e domandarsi cosa fossimo andati a prendere può capitare a qualsiasi età.


Con il passare degli anni alcuni cambiamenti nelle prestazioni cognitive possono diventare più frequenti e non indicano automaticamente la presenza di una malattia neurodegenerativa.


Esiste però una domanda importante: quando una dimenticanza rientra nei normali cambiamenti dell'età e quando invece merita di essere approfondita?



La memoria non funziona da sola


Quando parliamo di capacità cognitive non parliamo soltanto di memoria.


Attenzione, linguaggio, capacità di pianificare e organizzare un'attività, orientamento, velocità di elaborazione e altre funzioni lavorano continuamente insieme.


Una difficoltà apparentemente legata alla memoria potrebbe quindi dipendere anche da altri fattori. Stress, qualità del sonno, tono dell'umore, farmaci, problemi sensoriali e condizioni mediche possono influenzare le prestazioni cognitive.


Per questo motivo un singolo episodio di dimenticanza non può essere interpretato isolatamente.


Il cambiamento rispetto a prima conta


Più che confrontare la propria memoria con quella degli altri, può essere utile osservare se qualcosa è cambiato rispetto al proprio funzionamento abituale.


Dimenticanze sempre più frequenti, ripetizione delle stesse domande, difficoltà a gestire attività precedentemente familiari, problemi di orientamento o cambiamenti che iniziano a interferire con la vita quotidiana meritano di essere riferiti al medico.


Le linee guida NICE raccomandano, quando esiste un sospetto di deterioramento cognitivo, di valutare non soltanto i sintomi cognitivi ma anche il loro impatto sulla quotidianità, ricercando inoltre possibili cause reversibili.


Che cos'è la valutazione neuropsicologica?


La valutazione neuropsicologica permette di analizzare in maniera strutturata diverse funzioni cognitive.


Non consiste semplicemente nel chiedere alla persona “quanto ricorda”. Il percorso comprende generalmente la raccolta della storia clinica e personale, il colloquio e l'utilizzo di test standardizzati, selezionati in relazione alla domanda clinica.


Il risultato permette di delineare un profilo delle capacità cognitive, individuando eventuali aree di difficoltà ma anche le funzioni conservate.


Le linee guida internazionali riconoscono il valore dei test neuropsicologici quando occorre chiarire la presenza di un deficit cognitivo, comprenderne meglio le caratteristiche o contribuire all'inquadramento diagnostico.


Valutare non significa diagnosticare automaticamente una demenza


Questo è un punto particolarmente importante.


Sottoporsi a una valutazione perché si avvertono difficoltà di memoria non significa partire dal presupposto di avere una malattia neurodegenerativa.


L'obiettivo è misurare il funzionamento cognitivo e comprendere se le difficoltà riferite trovino riscontro nella valutazione, quali funzioni siano coinvolte e se siano necessari ulteriori approfondimenti.


Anche un risultato normale può essere utile: può rappresentare un riferimento con cui confrontare eventuali valutazioni future.


Neuropsicologia e prevenzione nell'invecchiamento


Presso IGEA, la Dott.ssa Laura Casu, Psicologa, si occupa principalmente di valutazione e riabilitazione neuropsicologica per persone con lesioni cerebrali, decadimento cognitivo e malattie neurodegenerative. Il servizio prevede colloquio anamnestico, utilizzo di test, restituzione e, quando indicato, un percorso riabilitativo personalizzato.


La valutazione viene proposta anche in ottica preventiva nell'invecchiamento, aspetto espressamente previsto dal servizio di Neuropsicologia IGEA.


«Una valutazione neuropsicologica non serve soltanto a individuare eventuali difficoltà. Permette di conoscere il profilo cognitivo della persona, riconoscere le risorse conservate e comprendere se e dove sia utile intervenire.»
Dott.ssa Laura Casu – Psicologa


E se emerge una difficoltà?


La valutazione non rappresenta necessariamente la conclusione del percorso.


Quando vengono individuate fragilità specifiche, il profilo ottenuto può contribuire a orientare gli approfondimenti clinici e, quando indicato, un programma di riabilitazione neuropsicologica personalizzato.


La stessa Dott.ssa Casu svolge presso IGEA attività riabilitativa successiva alla fase di valutazione.


In presenza di un sospetto clinico di demenza, inoltre, la valutazione neuropsicologica si inserisce in un percorso più ampio: anamnesi, visita medica, esami per escludere possibili cause reversibili e, quando indicato, imaging e ulteriori accertamenti contribuiscono alla diagnosi.


Conoscere oggi per osservare meglio il domani


Invecchiare non significa inevitabilmente perdere la propria autonomia cognitiva. Allo stesso tempo, attribuire automaticamente all'età ogni cambiamento della memoria può ritardare un approfondimento utile.


Osservare come cambiano le proprie capacità, parlarne con il medico quando qualcosa appare diverso e ricorrere, se indicato, a una valutazione specialistica permette di affrontare l'invecchiamento cognitivo con maggiore consapevolezza.


Presso il Poliambulatorio IGEA Piacenza, la Dott.ssa Laura Casu svolge attività di valutazione e riabilitazione neuropsicologica e supporto psicologico.


Bibliografia essenziale


  • National Institute for Health and Care Excellence
  • Dementia: assessment, management and support for people living with dementia and their carers
  • NG97, raccomandazioni su valutazione, diagnosi e test neuropsicologici



Dott.ssa Laura Casu Psicologa | Poliambulatorio IGEA Piacenza


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