Polisonnografia e OSAS: il sonno come indicatore di salute

23 luglio 2026


Russare non è sempre innocuo: quando il sonno diventa un problema medico


Dormire male non significa soltanto sentirsi stanchi durante il giorno. In molti casi può essere il segnale di una patologia respiratoria del sonno, spesso sottovalutata ma potenzialmente associata a importanti conseguenze cardiovascolari, metaboliche e neurologiche. Tra queste, la più frequente è la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS, Obstructive Sleep Apnea Syndrome).


Secondo le più recenti stime epidemiologiche, l'OSAS interessa fino al 20-30% della popolazione adulta, con una prevalenza crescente a causa dell'invecchiamento della popolazione e dell'aumento di sovrappeso e obesità. Tuttavia, una quota significativa dei pazienti rimane ancora non diagnosticata.


La polisonnografia rappresenta oggi il principale esame diagnostico per identificare e quantificare i disturbi respiratori del sonno.


Che cos'è la polisonnografia?


La polisonnografia è un esame diagnostico non invasivo che registra simultaneamente diversi parametri fisiologici durante il sonno.


L'obiettivo è valutare la qualità del riposo e individuare eventuali alterazioni respiratorie, neurologiche o cardiovascolari che si manifestano durante la notte.


I parametri monitorati possono includere:

  • flusso respiratorio nasale e orale; 
  • movimenti toracici e addominali; 
  • saturazione dell'ossigeno nel sangue; 
  • frequenza cardiaca; 
  • russamento; 
  • posizione corporea; 
  • movimenti degli arti; 
  • attività cerebrale (nelle polisonnografie complete). 


L'esame può essere eseguito in ambiente ospedaliero oppure direttamente al domicilio del paziente mediante dispositivi portatili validati.


Che cos'è l'OSAS?


L'OSAS è una patologia caratterizzata da ripetuti episodi di ostruzione delle vie aeree superiori durante il sonno.


Durante queste pause respiratorie:

  • il flusso d'aria si riduce o si interrompe; 
  • la concentrazione di ossigeno nel sangue diminuisce; 
  • il cervello induce micro-risvegli inconsapevoli per riattivare la respirazione. 


Questo meccanismo può ripetersi decine o addirittura centinaia di volte ogni notte. Il risultato è un sonno frammentato e non ristoratore.


I sintomi da non sottovalutare


Molti pazienti convivono per anni con l'OSAS senza saperlo.


I segnali più frequenti sono:

  • russamento abituale e intenso; 
  • pause respiratorie osservate dal partner; 
  • sonnolenza diurna; 
  • stanchezza cronica; 
  • cefalea mattutina; 
  • difficoltà di concentrazione; 
  • calo della memoria; 
  • irritabilità; 
  • risvegli frequenti; 
  • bocca secca al risveglio. 


In alcuni casi il primo campanello d'allarme può essere rappresentato da episodi di colpi di sonno durante la guida o sul lavoro.


Chi è maggiormente a rischio?


Esistono alcuni fattori che aumentano significativamente il rischio di sviluppare OSAS:

  • sovrappeso e obesità; 
  • circonferenza del collo aumentata; 
  • sesso maschile; 
  • età superiore ai 50 anni; 
  • menopausa nelle donne; 
  • ipertensione arteriosa; 
  • diabete mellito; 
  • consumo di alcolici nelle ore serali; 
  • fumo di sigaretta; 
  • anomalie anatomiche delle vie aeree superiori. 


La probabilità di sviluppare OSAS aumenta proporzionalmente all'indice di massa corporea (BMI).


Le conseguenze dell'OSAS sulla salute


L'OSAS non trattata rappresenta un importante fattore di rischio per numerose patologie croniche.


La letteratura scientifica ha evidenziato associazioni significative con:

  • ipertensione arteriosa resistente; 
  • fibrillazione atriale; 
  • infarto miocardico; 
  • ictus cerebrale; 
  • insufficienza cardiaca; 
  • diabete tipo 2; 
  • sindrome metabolica; 
  • declino cognitivo. 


Numerosi studi dimostrano inoltre che i pazienti con OSAS severa presentano un rischio maggiore di incidenti stradali legati alla sonnolenza.


Come si interpreta la polisonnografia?


Uno dei parametri fondamentali è l'Indice Apnea-Ipopnea (AHI), che misura il numero medio di eventi respiratori per ora di sonno.


La classificazione generalmente utilizzata è:

  • AHI Gravità
  • 5-14 eventi/ora OSAS lieve
  • 15-29 eventi/ora OSAS moderata
  • ≥30 eventi/ora OSAS severa


L'esame consente inoltre di valutare:

  • grado di desaturazione dell'ossigeno; 
  • durata delle apnee; 
  • distribuzione degli eventi durante la notte; 
  • correlazione con la posizione corporea. 


Queste informazioni sono fondamentali per impostare un trattamento personalizzato.


Come si cura l'OSAS?


La terapia dipende dalla gravità della patologia e dalle caratteristiche individuali del paziente.


Le principali opzioni comprendono:


Modifiche dello stile di vita

  • riduzione del peso corporeo; 
  • attività fisica regolare; 
  • sospensione del fumo; 
  • limitazione del consumo di alcol. 


Dispositivi di avanzamento mandibolare

Possono essere indicati in alcune forme lievi o moderate e vengono realizzati su misura da specialisti esperti.


Terapia CPAP

La Continuous Positive Airway Pressure (CPAP) rappresenta il trattamento di riferimento per le forme moderate e severe.

Attraverso una maschera collegata a un generatore di pressione, mantiene aperte le vie respiratorie durante il sonno, eliminando le apnee.


Trattamento chirurgico

In casi selezionati possono essere valutati interventi otorinolaringoiatrici o maxillo-facciali.


L'importanza della diagnosi precoce


L'OSAS è una patologia frequentemente sottodiagnosticata, ma oggi può essere identificata con esami relativamente semplici e ben tollerati.


Riconoscere precocemente il problema significa:

  • migliorare la qualità del sonno; 
  • ridurre la sonnolenza diurna; 
  • migliorare le performance cognitive; 
  • diminuire il rischio cardiovascolare; 
  • aumentare la qualità e l'aspettativa di vita. 


L'approccio multidisciplinare di IGEA


Presso il poliambulatorio IGEA di Piacenza la valutazione dei disturbi del sonno si inserisce in un percorso multidisciplinare orientato alla medicina di precisione.


La polisonnografia consente di individuare precocemente condizioni come l'OSAS e di definire un programma terapeutico personalizzato, coinvolgendo quando necessario specialisti in pneumologia, cardiologia, otorinolaringoiatria, neurologia, medicina interna e nutrizione clinica.


L'obiettivo non è solamente trattare il russamento o la sonnolenza, ma individuare e correggere i fattori che possono compromettere la salute cardiovascolare e metabolica nel lungo periodo.


In sintesi


Russamento persistente, stanchezza cronica e sonnolenza diurna non devono essere considerati semplici inconvenienti. Possono rappresentare i segnali di una sindrome delle apnee ostruttive del sonno.


La polisonnografia è oggi il principale strumento diagnostico per identificare l'OSAS e guidare un trattamento efficace, contribuendo a migliorare il sonno, la qualità della vita e la prevenzione delle principali patologie cardiovascolari.


Bibliografia essenziale


  1. American Academy of Sleep Medicine (AASM). Clinical Practice Guidelines for Diagnostic Testing for Adult Obstructive Sleep Apnea. 
  2. European Respiratory Society Guidelines on Sleep Apnoea. 
  3. Marin JM et al. Long-term cardiovascular outcomes in men with obstructive sleep apnoea-hypopnoea. Lancet. 
  4. McEvoy RD et al. CPAP for Prevention of Cardiovascular Events in Obstructive Sleep Apnea. New England Journal of Medicine. 
  5. Benjafield AV et al. Estimation of the global prevalence and burden of obstructive sleep apnoea. Lancet Respiratory Medicine. 



Articolo a cura del Poliambulatorio IGEA – Piacenza. La prevenzione e la diagnosi precoce dei disturbi del sonno rappresentano strumenti fondamentali per la tutela della salute cardiovascolare, neurologica e metabolica della popolazione del territorio.

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